Le dinamiche di uso del suolo nella Sardegna centrale

Cossu, Simone (a.a. 2016/2017) Le dinamiche di uso del suolo nella Sardegna centrale. Tesi di Laurea in Sistemi agrari (LM-69), Università degli studi di Sassari, relatore Dettori Sandro, pp. 187. [Tesi di Laurea specialistica]

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Abstract

In tutti i campi del sapere, per riuscire a comprendere il presente e pianificare il futuro, è importante studiare il passato, cioè tutto quello che è avvenuto prima, per passare poi al dopo. Questo è particolarmente vero quando la pianificazione paesaggistica è chiamata ad analizzare e governare un territorio rurale, che, come quello sardo, conserva articolate e numerose tracce del passato e, in particolare, dell’uso collettivo e policolturale delle terre. L’agricoltura di autosufficienza del villaggio rurale, con la sua organizzazione sociale dello spazio, trova le sue radici nell’Alto Medioevo quando, alla caduta della dominazione bizantina, all'incirca all'anno 1000, l’Isola entra, in larga parte, nell’orbita delle repubbliche marinare di Pisa e a Genova, conservando l'organizzazione fondiaria lasciata dai Romani. Essa era del tipo cosiddetto “curtense” perché fondato sulla curtis, in sardo più spesso domo. Le curtes o fundi, domos e donnicalias nei documenti antichi, erano in realtà unità agrarie complete e molto complesse, che si potevano dire autosufficienti in tutto. Comprendevano non solo Chiese per il culto e case padronali e servili, ma anche terreni coltivati e a pascolo, bestiame di ogni specie. All'affermarsi dei Giudicati, siamo nel XIV secolo, il Codice Agrario di Mariano IV, padre di Eleonora d'Arborea, avvia la proprietà perfetta delle terre con l’obbligo di chiudere i campi, almeno quelli a contatto con l’insediamento urbano (hortus), come le vigne e gli orti. I giurados de villa (con funzioni analoghe agli attuali barracelli) dovevano, ogni anno, assicurarsi che le vigne e gli orti fossero bene cungiàdas de fossu o de muro o de clusura. Da qui il termine cunzadu, campo chiuso di dimensioni medio - piccole (orti, vigne, probabilmente vicini al paese). Il Rinascimento sabaudo della Sardegna pianifica la cancellazione degli usi collettivi delle terre da realizzarsi con l’Editto delle Chiudende (1820-1833), che estende le delimitazioni a nuovi spazi (Ager) con l’effetto, tra gli altri, di dare origine alle tancas (termine di origine catalana che individua i campi chiusi di dimensioni medio - grandi, agropastorali), interrompendo così gli spazi aperti del pastoralismo nomade. Ad approfittarne furono soprattutto i cosiddetti cussorgiales, che provvidero a chiudere le “cussorgie”, nelle quali, da tempi remoti, erano soliti portare al pascolo il proprio bestiame. E così un puro diritto civico di pascolo, si tramutava, in forza di legge, in un diritto di proprietà perfetto, col solo fatto materiale di chiudere una certa estensione di terreno. All’attualità, l’attesa estensione alle zone interne del P.P.R. (RAS, 2006) e, quindi, del dettato del Codice dei beni culturali e del paesaggio (D.L. 22/01/2004 n° 42, G.U. 24/02/2004), richiede il riconoscimento dei caratteri storici, culturali, insediativi, dei paesaggi rurali della Sardegna, così da ampliare la conoscenza di sfondo degli stessi, utile per il governo dei territori riconosciuti di rilevante interesse per la collettività. Oggi, i processi evolutivi più recenti possono essere monitorati attraverso l’analisi delle modificazioni nell’Uso del Suolo, da realizzarsi sia da dati d’archivio sia mediante telerilevamento. La tesi ha organizzato lo studio delle dinamiche legate ai cambiamenti nell’Uso del Suolo in tre aree saggio della Sardegna centrale, costituenti nel loro complesso superfici rappresentative delle Regioni Storiche in cui ricadono: a) il “Salto di Ghea” e la vallata di “Benzone - Lochele” tra Austis, Teti e Olzai (Barbagia di Ollolai); b) l’area di “Santu Maru” comprendente i territori di Sorgono, Atzara e Ortueri (Basso Mandrolisai); e c) le zone boscate pedemontane del Gennargentu Occidentale annoverante i paesi di Desulo, Tonara (Alto Mandrolisai), Belvì e Aritzo (Barbagia di Belvì) considerando il sistema vallivo de “S’Iscra”. Sulle citate aree campione, sono stati effettuati rilievi cartografici e di campo per delimitarle e riconoscerle mediante criteri oggettivi. Per mezzo, poi, di fotointerpretazione, attraverso l’ausilio di software geografici, sono state rilevate le differenze relative all’UDS nel corso di circa 40 anni di attività umane, comparando con analisi diacronica le informazioni relative al 1977 e al 2016. In parallelo, sono state consultate tutta una serie di fonti, sia d’archivio sia etnografiche mediante interviste, che hanno consentito la ricostruzione della storia rurale dei territori, cercando di spiegare e avvalorare il lavoro fotointerpretativo. L’analisi ha evidenziato, a fianco dei ben noti fenomeni di spopolamento e invecchiamento, un diffuso abbandono delle pratiche agricole (soprattutto nelle aree sottoposte a “uso civico”) con riduzione nel numero delle aziende e aumento dimensionale delle stesse. Si registrano anche importanti processi di ricolonizzazione naturale operati dalla vegetazione forestale. Parziale eccezione costituisce il Basso Mandrolisai, dove un modello policolturale, con un ruolo importante della viticoltura, sembra capace di aumentare la resistenza al cambiamento e all’abbandono. Tutto ciò, per elaborare un impianto cartografico e documentale, generale e di dettaglio, rappresentativo delle aree saggio considerate, di modo da individuare lo stato passato e attuale di utilizzo del territorio. Tali studi potrebbero costituire un ausilio alla programmazione, pianificazione e gestione dei vari livelli territoriali. Rappresenterebbero, inoltre, uno strumento sinergico ad altri per uno sviluppo sostenibile e armonico in accordo con l’ambiente e l’ecologia dei luoghi, tra i primi passi per l’implementazione di studi territoriali e paesaggistici.

Tipologia di tesi: Tesi di Laurea specialistica
Autore: Cossu, Simone
Relatore: Dettori, Sandro
Correlatore: Falqui, Antonello; Muru, Damiano
Disciplina MIUR: Area 07 - Scienze agrarie e veterinarie > AGR/03 ARBORICOLTURA GENERALE E COLTIVAZIONI ARBOREE
Struttura: Dipartimento di Agraria
Corsi di Laurea: Sistemi agrari (LM-69)
Anno Accademico: 2016/2017
Sessione: Straordinaria
Parole Chiave: Pianificazione territoriale, vocazionalità territoriale, paesaggio
Codice ID dell'EPrint: 1139
Data di Deposito: 16 Apr 2018 11:46
Tipo di tesi: Sperimentale
URI: http://unisslaurea.uniss.it/id/eprint/1139

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