Eradicazione biologica di Ailanthus altissima

Maccioni, Alice (a.a. 2017/2018) Eradicazione biologica di Ailanthus altissima. Tesi di Laurea in Sistemi agrari (LM-69), Università degli studi di Sassari, relatore Migheli Quirico, pp. 24. [Tesi di Laurea triennale]

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Abstract

L’invasività della specie arborea asiatica Ailanthus altissima (Mill.) Swingle ha stimolato lo sviluppo di un’intensa sperimentazione che ha interessato specialmente lo stato americano della Pennsylvania e, in Europa, l’Austria. L’utilizzo di metodi meccanici e chimici per eradicare questa specie risultano costosi, ma soprattutto inadeguati e, di conseguenza, gli studi si sono orientati verso la ricerca di potenziali antagonisti biologici in grado di limitarne la diffusione. A tale proposito, si segnala che l’ailanto presenta un apparato fogliare che risulta tossico agli insetti fitofagi, di conseguenza molti fitofagi non possono essere utilizzati quali limitatori naturali di questa specie invasiva. Tra il 2002-2003, in Pennsylvania (USA), la ricerca sui limitatori naturali di ailanto ha vissuto una svolta importante, a seguito di una moria che ha interessato piante di A. altissima in ambiente forestale. Oltre alla Pennsylvania, tale evento, è stato riscontrato anche in Ohio e in West Virginia. Di conseguenza, negli anni successivi, sono stati analizzati campioni di legno, di foglie e steli prelevati dalle piante colpite e messi in terreni di coltura, da cui è stato possibile isolare un fungo ascomicete del genere Verticillium che, una volta inoculato su piante test, ha causato una malattia simile a quella riscontrata nelle piante in ambiente naturale. Funghi fitopatogeni del genere Verticillium, sostanzialmente, ostacolano il trasporto della linfa, provocando un imbrunimento dell’alburno, il disseccamento della chioma e, successivamente, l’avvizzimento dei rami e del fusto. La stessa sintomatologia è stata riscontrata anche in Europa, in Austria, dove si sono svolte indagini in varie aree occidentali e meridionali. La prima sfida della ricerca è stata quella di individuare con precisione quale specie di Verticillium effettivamente provocasse tale patologia su A. altissima. Inizialmente, la specie Verticillium albo-atrum era stata identificata quale agente causale, ma nel tempo, dopo una serie di progressi nella tassonomia molecolare, la specie V. albo-atrum è stata suddivisa in altre tre sottospecie: V. albo-atrum sensu stricto (Reinke & Berthold, 1879), V. alfalfae (Inderbitzin et al., 2011) e V. nonalfalfae (Inderbitzin et al., 2011). Quest’ultima specie, di cui alcuni isolati sono stati rinvenuti anche in Austria, è stata identificata quale la vera causa dell’avvizzimento di A. altissima e, di conseguenza, potrebbe essere considerata quale agente per la lotta biologica.

Tipologia di tesi: Tesi di Laurea triennale
Autore: Maccioni, Alice
Relatore: Migheli, Quirico
Correlatore: Fiori, Stefano
Disciplina MIUR: Area 07 - Scienze agrarie e veterinarie > AGR/12 PATOLOGIA VEGETALE
Struttura: Dipartimento di Agraria
Corsi di Laurea: Sistemi agrari (LM-69)
Anno Accademico: 2017/2018
Sessione: Estiva
Parole Chiave: Verticillium nonalfalfae, inoculazione, tassonomia molecolare, lotta biologica
Codice ID dell'EPrint: 1196
Data di Deposito: 29 Aug 2018 10:13
Tipo di tesi: Sperimentale
URI: http://unisslaurea.uniss.it/id/eprint/1196

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